13/11/2018 – “Serve che l’architettura entri nelle scuole per generare una cultura della domanda di questa disciplina, per ridurre l’assuefazione all’ordinarietà di una edilizia mediocre e superare definitivamente lo stereotipo secondo il quale all’architetto ci si debba rivolgere solo quando si voglia ottenere l’effetto stupefacente di una costruzione ardita o una sequenza armonica di grigi nel design di un interno all’ultima moda”.   “Urbanistica, architettura e politiche urbane hanno passato gli ultimi 80 anni a costruire piani, regole e modelli perdendo però di vista la ragione fondamentale di tutto questo: migliorare la vita delle persone. È questa la ragione per cui devono essere attivate, senza ulteriori rinvii, politiche e processi in grado di assicurare la qualità dell’abitare. È il momento di pensare la città del futuro prossimo perché in quel futuro si giocherà..
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